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NOTA: le indicazioni sotto riportate non si vogliono assolutamente sostituire al parere medico. Sono soltanto dei semplici suggerimenti da adottare dopo aver fatto una giusta e appropriata diagnosi. Se il disturbo non migliora dopo alcuni giorni rivolgersi al proprio medico di fiducia.
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SINTOMI: quando le ghiandole sebacee si ostruiscono e si infiammano per un’eccessiva produzione di sebo, si parla di acne. Ci sarà la presenza di punti neri, pustole (brufoli) e, nei casi più gravi, cisti infiammate e dolorose. In genere compare sul viso nel periodo della pubertà, ma può presentarsi anche in età matura. Le cause non sono ancora completamente note, ma i fattori ereditari, i cambiamenti ormonali, nonché i fattori di natura psicologica, sono tutti elementi che influiscono sulla sua comparsa.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- bardana. Favorisce la depurazione interna a livello epatico e intestinale. Va bene per tutti i tipi di acne. Si può assumere in decotto o in tintura madre. Per il decotto, porre un cucchiaino di radici di bardana in una tazza di acqua in ebollizione, far bollire lentamente per 3 minuti, lasciar riposare per 5 minuti, filtrare e bere 2-3 tazze al giorno lontano dai pasti per cicli di 2 mesi. Se si sceglie la tintura madre, assumere 2 volte al giorno 30 gocce di tintura madre di bardana poste in un po’ d’acqua, per cicli di 2 mesi.
ALIMENTAZIONE:
- ridurre zuccheri, grassi, insaccati e cibi conservati;
- privilegiare frutta e verdura. La verdura si può assumere anche sotto forma di succhi: ottimo il succo di carota che è un ottimo depurativo epatico. Assumerne mezzo bicchiere una o due volte al giorno;
- rispettare un’alimentazione equilibrata, sempre varia e priva di eccessi o carenze.
INTEGRATORI:
- fermenti lattici. Ristabiliscono l’equilibrio della flora batterica intestinale che, se alterato, può favorire l’acne. Per la posologia seguire quanto riportato sulle confezioni.
FLORITERAPIA:
- Crab apple: quando l’acne provoca un senso di disgusto;
- Gorse: quando l’acne provoca un senso di angoscia;
- Walnut: per tutti i problemi emozionali dell’adolescenza.
AROMATERAPIA:
- olio essenziale di geranio. Porre una goccia di o.e. di geranio in un cucchiaio di acqua di lavanda o acqua di rose e disinfettare la zona interessata. L’o.e. di geranio ha azione antinfettiva;
- olio essenziale di limone. Diluire un goccia di o.e. di limone con un cucchiaino di acqua di rose, immergere una garza e applicare sulla zona colpita. L’o.e. di limone ha azione antinfiammatoria;
- olio essenziale di lavanda. Utilizzare questo o.e. per la detersione quotidiana della pelle: aggiungere 5 gocce di o.e. al latte detergente neutro. Grazie a questo gesto avremo una pelle pulita, disinfetteremo le lesioni e trarremo giovamento anche a livello nervoso grazie alle proprietà della lavanda;
- oli essenziali di limone, tea tree e camomilla. Questi o.e. ci sono utili per fare un trattamento purificante settimanale: porre il viso per alcuni minuti sui vapori emanati da un recipiente in cui è stata messa acqua bollente a cui avremo aggiunto il seguente mix di o.e.: 2 gocce di limone, 2 gocce di tea tree, 1 goccia di camomilla. Questa associazione garantisce un’azione antisettica e astringente senza aggredire la pelle.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- evitare di toccare i brufoli e i punti neri;
- mantenere la pelle pulita;
- utilizzare creme e cosmetici non comedogeni (che non provocano la formazione di punti neri);
- limitare l’uso e l’abuso di presidi farmacologici, di sostanze tossiche e di qualunque sostanza che possa inquinare l’organismo.
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SINTOMI: l’allergia è una reazione eccessiva del sistema immunitario a una sostanza (allergene) ritenuta erroneamente nociva per l’organismo. Gli allergeni entrano in contatto con l’organismo attraverso l’aria respirata, per ingestione o per contatto. Qui affronterò le allergie di tipo respiratorio. I sintomi che interessano le vie respiratorie sono: respiro affannoso, tosse originata da irritazione, starnuti, naso chiuso, secrezioni nasali abbondanti. I sintomi che interessano gli occhi sono: arrossamento, prurito, lacrimazione. Le sostanze che scatenano più facilmente allergie respiratorie sono: pollini delle piante, polvere, acari, pelo di animali domestici. Per curare un’allergia occorre innanzitutto individuare la causa scatenante, per fare questo si effettuano i test che vengono indicati dal proprio medico curante. Io ho scelto di trattare le allergie di tipo stagionale, legate ai pollini delle piante ed erbe presenti nell’aria da metà gennaio a fine settembre.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- elicriso. E’importante innanzitutto attuare una strategia preventiva per le allergie respiratorie. Iniziare a febbraio ad assumere estratto fluido di elicriso (30 gocce 3 volte al giorno), 3 cucchiaini di polline al mattino (iniziare gradualmente con 1 punta di cucchiaino) e una soluzione alcolica di propoli (15 gocce con succo di limone mattina e sera mezz’ora prima dei pasti). L’assunzione di polline (che è un rimedio magnifico prodotto dalle api) abitua il corpo al polline prima che inizi a “girare” nell’aria;
- ribes nero. Quando la crisi allergica è in corso assumere il ribes nero. Si può assumere in tintura madre o in infuso. Per la tintura madre la posologia è di 20-30 gocce al dì. Se si preferisce un infuso, porre 1 cucchiaino di ribes nero in una tazza di acqua calda, lasciare in infusione per 15 minuti, filtrare e berne 4 tazze al giorno. Si consiglia di non assumerlo prima di andare a letto (il sonno potrebbe essere disturbato). Va usato con prudenza nel paziente iperteso e laddove sia controindicata un’azione cortisonosimile;
- eufrasia e camomilla. Per le congiuntiviti primaverili di tipo allergico queste erbe hanno azione lenitiva e disinfiammante. Fare degli impacchi sugli occhi più volte al giorno con un infuso preparato con 5 grammi di erbe (3,5 di eufrasia e 1,5 di camomilla) in 100 grammi d’acqua. Portare il tutto a temperatura ambiente e applicare sugli occhi due dischetti di cotone imbevuti dell’infuso. In commercio esistono anche ottimi colliri che contengono queste due piante.
ALIMENTAZIONE:
Nei periodi di allergia stagionale è consigliabile eliminare gli alimenti che hanno degli allergeni in comune con i pollini. Ecco un elenco degli alimenti suddiviso in base alle piante a cui si è allergici:
- betulla, ontano, nocciolo, carpini: mela, pera, pesca, albicocca, prugna, ciliegia, nocciola, noce, mandorla, nespola, arachide, lampone, fragola, kiwi, sedano, finocchio, carota, prezzemolo;
- graminacee: frumento, melone, anguria, pomodoro, arachide, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla, kiwi, agrumi;
- artemisia, ambrosia: lattuga, cicoria, tarassaco, camomilla, olio di girasole, margarina, banana, castagna, sedano, finocchio, carota, prezzemolo, pepe verde, miele;
- paritaria: basilico, ortica, melone, ciliegia, more, pisello.
E’ utile consultare il calendario dei pollini per sapere il periodo di fioritura delle piante a cui si è allergici per poter iniziare un trattamento che andrà prolungato durante tutto il periodo di pollinazione.
CALENDARIO DEI POLLINI:
- da gennaio a fine marzo: nocciolo;
- da febbraio ad aprile: olmo;
- da marzo a fine maggio: pioppo e salice;
- da aprile a giugno: betulla;
- da maggio a giugno: tarassaco;
- da maggio ad agosto: quercia, faggio, platano, pino, piantaggine, acetosa;
- da maggio a settembre: paritaria, ortica, graminacee.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- evitare passeggiate nei prati, in zone deve l’erba è tagliata di fresco, e gite all’aperto soprattutto nei giorni di sole con vento molto secco, durante i periodi di massima impollinazione della pianta a cui si è allergici;
- usare una mascherina durante i lavori all’aperto;
- evitare l’aerazione degli ambienti durante le ore più calde della giornata;
- evitare di viaggiare in macchina con i finestrini aperti. Se possibile, è preferibile viaggiare in autoveicoli con aria condizionata e filtri di aerazione antipolline da pulire spesso;
- può essere consigliato il soggiorno marino durante il periodo della fioritura delle graminacee e il soggiorno montano sopra i 1000 metri per gli allergici alla paritaria.
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SINTOMI: riduzione della concentrazione di emoglobina (proteina che racchiude il ferro) nell’organismo. I sintomi possono essere: pallore del volto, fragilità alle unghie, affaticamento costante, debolezza, sonnolenza, vertigini. Non ultime la depressione e la svogliatezza, in quanto le cellule celebrali non ricevono ossigeno a sufficienza.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- ortica. Assumerla in infuso: porre 1 cucchiaino di erba essiccata in una tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e berne 3 tazze al giorno. In alternativa assumere la tintura madre: 30 gocce di t.m. in un po’ d’acqua 3 volte al giorno, per almeno 2 mesi. Le ortiche sono ricche di ferro e possono anche essere raccolte e mangiate: il loro potere urticante scompare con la cottura.
ALIMENTAZIONE:
- consumare alimenti ricchi di ferro: datteri, lamponi, arachidi, mandorle, nocciole, noci, prugne secche, ceci, lenticchie, fagioli, olive, piselli, radicchio, acciuga, cavallo, cozze, fegato, manzo, uova, cacao amaro, tè.
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SINTOMI: le cause organiche della colite sono a tutt’oggi ignote e l’ipotesi più comune è che alla base del problema ci siano essenzialmente motivazioni di ordine psicologico. Gli spasmi intestinali che caratterizzano questo disturbo hanno di solito un’origine psicosomatica. Derivano da uno stato di stress e nervosismo represso in persone ipersensibili. Ci sono diversi tipi di colite, ognuna ha una sintomatologia diversa e, di conseguenza, i rimedi indicati saranno diversi. Parlerò, in particolare, di 2 tipi di colite: colite con aria e colite con diarrea.
COLITE CON PREVALENZA DI ARIA:
SINTOMI: si manifesta con una massiccia presenza di aria nel colon, il ventre è gonfio e teso, come se qualcosa premesse dall’interno. E’ caratterizzata da una forte fermentazione intestinale.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- decotto di finocchio. Bollire un cucchiaino di semi di finocchio in una tazza d’acqua per 10 minuti. Spegnere, lasciare in infusione per 3 minuti, filtrare e bere. La dose è di 3 tazze al giorno. I semi di finocchio hanno un’ottima azione antigas;
- infuso di passiflora. Si prepara mettendo in infusione un cucchiaino di pianta in una tazza d’acqua bollente per 10 minuti, si filtra e si beve. La dose è di due tazze al giorno. La passiflora è un efficace rilassante ed è l’ideale per tutti e due i tipi di colite, dove la presenza di spasmi muscolari derivano da uno stato di stress o di nervosismo represso;
- infuso di anice. Porre un cucchiaino colmo in una tazza di acqua calda e lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere. Berne 1 tazza dopo i pasti.
ALIMENTAZIONE:
- Non consumare carboidrati e proteine allo stesso pasto;
- mangiare la frutta lontano dai pasti. Questa ha un tempo di digestione più veloce rispetto agli altri alimenti e permanendo per troppo tempo nel transito intestinale, provoca fermentazioni anomale;
- privilegiare la verdura cotta rispetto a quella cruda (ad eccezione del finocchio);
- evitare il latte e i suoi derivati;
- evitare i cavoli, i salumi, le creme e il cioccolato;
- limitare il consumo di legumi o, comunque, consumarli come monopiatto. Ad esempio pasta e fagioli o pasta e ceci, evitando la seconda portata. Oppure spezzatino con piselli, evitando la prima portata.
INTEGRATORI:
- assumere fermenti lattici probiotici per riequilibrare la microflora intestinale. Si consiglia 1 tavoletta (o 5 grammi se in polvere) di batteri lattici o bifidobatteri al dì, da assumere preferibilmente al mattino a digiuno;
- assumere delle compresse di carbone vegetale. Si assumono preferibilmente prima dei pasti, la posologia è di solito indicata sulla confezione ed è variabile a seconda delle case produttrici. Attenzione: il carbone vegetale può ridurre l’assorbimento di determinati farmaci (es: pillola anticoncezionale). Chiedere un parere al vostro medico di fiducia.
FLORITERAPIA:
Questi fiori di Bach sono adatti per agire sulle componenti emotive del meteorismo. Si scelgono in base al profilo psicologico personale:
- Holly. Aiuta a sciogliere l’aggressività repressa che si scarica sull’intestino. Utile se ci si sente traditi e umiliati e non si riesce a “mandare giù” i torti subiti;
- Pine. Indicato per persone con un esagerato senso del dovere e che proprio per questo si sentono spesso inadeguate nelle situazioni. Pine elimina i sensi di colpa ed elimina lo stress “da prestazione”.
AROMATERAPIA:
- oli essenziali di cannella o zenzero. All’occorrenza massaggiare l’addome con 2 gocce di o.e. di cannella o zenzero diluite in un cucchiaio di olio di mandorle dolci;
- olio essenziale di menta. All’occorrenza massaggiare l’addome con 1 goccia di o.e. di menta diluite in un cucchiaio di olio di mandorle dolci.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- se il disturbo si protrae nel tempo effettuare un test di intolleranze alimentari. Spesso l’eliminazione dell’alimento “incriminato” porta alla risoluzione del disturbo.
COLITE CON PREVALENZA DI DIARREA:
SINTOMI: il gonfiore e il dolore spariscono subito dopo la scarica.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- tisana di rosa canina. Bollire per 10 minuti 30 grammi di bacche in un litro d’acqua. Lasciare in infusione per un’ora e filtrare. Berne 2 tazze al giorno. La rosa canina è l’ideale se la dissenteria compare nei momenti di stress psicoemotivo. Ha una doppia azione: antidiarroico e rilassante e consente di agire in modo completo sul disturbo, lavorando allo stesso tempo sulle cause emotive e sul sintomo.
ALIMENTAZIONE:
- consumare una minestra di riso e carote che hanno un effetto astringente e disinfiammante dell’intestino;
- privilegiare le carni bianche che non irritano il colon;
- consumare il pesce, meglio se lessato o al vapore;
- evitare il latte e i suoi derivati;
- la banana acerba ha effetto astringente.
FLORITERAPIA:
Gli stati ansiosi influiscono sull’iperattività del colon. Questi fiori di Bach sono i riequilibranti giusti:
- Larch. Quando la colite compare quando siamo in attesa di una prova importante (un esame, un colloquio di lavoro ecc.) ;
- Mimulus. Adatto alle persone timide e riservate, Mimulus elimina tutte le paure e scioglie lo stress che deriva da un rapporto teso e nervoso con se stesso e con gli altri.
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SINTOMI: dolore improvviso e violento per la contrattura di un muscolo. Molti rimedi naturali aiutano ad eliminare i dolori di un crampo, ma per scegliere quello giusto è sempre meglio conoscerne la causa, che infatti potrebbe essere una carenza di qualche minerale, come potassio, calcio e magnesio. Un crampo, tuttavia, può a volte essere il sintomo di disturbi circolatori. Per questo è importante una diagnosi precisa.
RIMEDI:
ALIMENTAZIONE:
- se i crampi sono dovuti a una carenza di potassio, prediligere gli alimenti che ne contengono: banane, albicocche, ananas, carote, mandorle, noci, olive, patate, spinaci, cavolfiore, pomodoro, salmone, tonno, seppie, merluzzo, tacchino;
- se i crampi sono dovuti a una carenza di calcio, prediligere gli alimenti che ne contengono: mandorle, nocciole, noci, fichi secchi, ceci secchi, lenticchie, radicchio, acciuga, calamaro, gamberi, sgombro, polpo, uova, latte e derivati.
INTEGRATORI:
- magnesio. Assumere una tavoletta di magnesio al giorno per almeno 2 mesi;
- assumere un integratore di vitamina B6.
AROMATERAPIA:
- oli essenziali di cannella, gelsomino, rosmarino. Massaggiare la zona dolorante con 2 gocce di o.e., a scelta tra quelli indicati, diluite in un cucchiaio di olio di mandorle dolci o di olio d’oliva.
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SINTOMI: gonfiore nella parte superiore dell’addome, eruttazioni, dolori di stomaco, acidità e alitosi. Spesso la cattiva digestione è provocata da una cattiva alimentazione, da stress psicofisico e da ansia.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- tisana di melissa, passiflora e menta. Miscelare le tre erbe e mettere in infusione un cucchiaino in una tazza d’acqua bollente. Berne una tazza dopo i pasti. La melissa svolge un’azione calmante sulle mucose dello stomaco, la passiflora è un’antiansia e cura la componente nervosa del disturbo mentre la menta modula la produzione di succhi gastrici;
- infuso di semi di finocchio e anice. Porre un cucchiaino di semi di anice e uno di semi di finocchio in una tazza di acqua ben calda, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e berne una tazza dopo i pasti. Il finocchio favorisce la digestione ed elimina la fermentazione e i gonfiori addominali, l’anice inibisce la secrezione gastrica e blocca i fenomeni fermentativi nello stomaco;
- papaia. Assumere 1 compressa o un bicchiere di succo dopo i pasti. La papaia regola l’attività dell’apparato digerente.
INTEGRATORI:
- succo d’aloe. Prenderne un cucchiaio la mattina a digiuno per 2 mesi.
AROMATERAPIA:
- olio essenziale di bergamotto. Massaggiare l’addome con 2 gocce di olio essenziale di bergamotto diluite in un cucchiaio di olio di mandorle dolci;
- olio essenziale di lauro. Prima del pasto diffondere l’olio essenziale nell’ambiente ponendo 5 gocce nell’apposito diffusore aggiungendo dell’acqua.
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SINTOMI: il disturbo è rappresentato da dolore e difficoltà di movimento.
RIMEDI:
Premetto che in questo caso la prevenzione è importantissima. Tenere sempre il corpo in movimento, magari con movimenti dolci e armonici (perfetto lo yoga). Spesso è proprio la mancanza di movimento e le posture scorrette che favoriscono i dolori osteo-articolari. Le terapie manipolative come l’osteopatia e la chiropratica possono essere molto di aiuto in caso di dolore. I rimedi naturali ci vengono in soccorso in caso di dolore acuto.
FITOTERAPIA:
- artiglio del diavolo. E’ un antidolorifico con una buona funzionalità, ottimo per i dolori alla schiena (sciatalgie, cervicalgie). Si assume solitamente in tintura madre ed estratto secco, in commercio si trovano anche pomate per uso esterno. In tintura madre assumere 30 gocce in un po’ d’acqua 2-3 volte al giorno in fase acuta. Non utilizzare in caso di gastriti e ulcere. Un effetto collaterale molto frequente è il mal di pancia. Se dovesse succedere è meglio assumere uno dei due rimedi elencati qui sotto;
- uncaria. Si assume sotto forma di tintura madre ed estratto secco. Per la posologia, seguire quella dell’artiglio del diavolo;
- spirea. Ottimo antidolorifico, si assume in tintura madre: assumere 20 gocce diluite in acqua 3 volte al giorno.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- come ho già detto prima la prevenzione è molto importante, se però il dolore dovesse presentarsi ed essere forte, persistente e ci dovessero essere complicazioni (dolore che dalla schiena si irradia agli arti superiori o inferiori con sensazione di formicolio) rivolgersi al proprio medico curante che saprà darvi le indicazioni del caso.
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SINTOMI: è caratterizzato da arrossamento, vescicole, croste e prurito intenso.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- bardana, tarassaco, fumaria. E’ utile, come primo passo, stimolare il fegato e ripulire il sangue per attuare una pulizia dell’organismo molto profonda, anche negli spazi intracellulari dove le tossine si accumulano. Assumere 20 gocce 2 volte al giorno di una delle piante sopra indicate. E’ indispensabile bere molto;
- calendula. Lavare la zona interessata con 25 gocce di tintura madre di calendula diluite in un bicchiere d’acqua. La calendula si può anche utilizzare sotto forma di pomata per prevenire e curare arrossamenti ed eczemi.
INTEGRATORI:
- olio di borragine. E’ ricco di grassi insaturi e polinsaturi che sono molto importanti per la buona salute della nostra pelle. Assumere 500 mg di olio di borragine al giorno, a cicli durante l’anno.
AROMATERAPIA:
- olio essenziale di cedro. Diluire 2 gocce di o.e. di cedro in un cucchiaio di olio di mandorle dolci e frizionare delicatamente la parte interessata;
- olio essenziale di mirra. Diluire 2 gocce di o.e. di mirra in un cucchiaio di olio di mandorle dolci e applicare sulla parte interessata. In alternativa all’olio di mandorle dolci si può utilizzare una crema base neutra. La dose è di 6 gocce di o.e. per ogni 50 ml di prodotto.
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SINTOMI: reazione cutanea determinata dall’eccessiva esposizione ai raggi solari. Il disturbo è rappresentato da arrossamento diffuso, spesso associato a bruciore e prurito.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- calendula. Applicare localmente una pezzuola immersa in un bicchiere di acqua con 20 gocce di tintura madre di calendula; ripetere l’operazione più volte, sostituendo sempre la pezzuola utilizzata con una pulita;
- aloe vera. Applicare sulle zone colpite una pomata a base di aloe vera che calma il bruciore, il prurito e favorisce la rigenerazione dei tessuti.
RIMEDI POPOLARI:
- fare un bagno tiepido, diluendo nell’acqua alcuni cucchiai di amido;
- applicare sull’eritema la polpa cruda di una carota interponendo una garza.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- in fase acuta: evitare l’esposizione ai raggi solari, che potrebbe complicare la manifestazione e i sintomi;
- in via preventiva: assumere qualche settimana prima dell’esposizione solare degli integratori di betacarotene;
- in via preventiva: evitare di prendere il sole nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 16) e ogni tanto interrompere l’esposizione al sole.
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SINTOMI: aumento della temperatura corporea quale autodifesa dell’organismo da agenti patogeni (virus o batteri) che lo abbiano invaso. Il processo febbrile può iniziare in modo silente con una sensazione di malessere o con brividi, cefalea, dolore alle articolazioni, dolori muscolari.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- spirea. Utilizzare l’estratto fluido, assumere 30 gocce in acqua 3 volte al giorno lontano dai pasti. Si può usare anche in tisana: in questo caso utilizzare i fiori prestando però attenzione a non utilizzare acqua bollente perché il calore può degradare l’acido salicilico. Porre un cucchiaino di fiori in una tazza di acqua calda, lasciare in infusione per 10 minuti e berne 2-3 tazze al giorno. La spirea ha azione febbrifuga ed è valida in tutte le malattie da raffreddamento.
ALIMENTAZIONE:
- consumare alimenti ricchi di vitamina C: agrumi, cavolo, peperoni, peperoncini, prezzemolo, spinaci;
- preparare una minestrina d’aglio. All’azione antibatterica e antivirale dell’aglio si aggiungono il peperoncino e il prezzemolo che sono ricchi di vitamina C. Modalità di preparazione: schiacciare uno spicchio d’aglio e lasciarlo rosolare in olio extravergine d’oliva. Quando l’aglio sarà dorato, aggiungere acqua fredda mantenendo il fuoco al massimo affinché si crei un’emulsione tra olio e acqua. Aggiungere la pastina e cuocere il tempo necessario. Infine aggiungere sale, prezzemolo tritato, peperoncino e un cucchiaio di parmigiano;
- preparare una pastina in brodo di pollo. Al potere antibatterico e antivirale della cipolla e del chiodo di garofano si aggiunge l’azione antifebbrile del sedano e il sostegno proteico delle albumine disciolte nel brodo. Modalità di preparazione: bollire in una casseruola un quarto di pollo con una cipolla in cui sia stato infilato un chiodo di garofano, una carota e una costa di sedano. Dopo un’ora e mezza, quando il brodo è pronto, prenderne una parte e cuocervi la pastina. A fine cottura aggiungere del peperoncino e un cucchiaio di parmigiano.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- applicare una borsa di ghiaccio sulla testa, per abbassare la temperatura corporea;
- evitare di coprirsi eccessivamente perché la febbre è un processo di eliminazione, contrastarlo significa mettere in difficoltà i fisiologici processi di guarigione;
- è indispensabile riposarsi;
- bere ½ bicchiere di Coca Cola se si è adulti, un cucchiaio se si tratta di bambini: alcuni alcaloidi presenti nelle foglie e nelle noci di cola hanno proprietà antidolorifica e antifebbrile, svolgendo un’azione antipiretica e antinfiammatoria;
- in caso di febbre molto alta in bambini e anziani rivolgersi immediatamente al proprio medico.
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SINTOMI: le vescicole che compaiono ai margini della bocca sono provocate dal virus dell’herpes simplex, piuttosto comune e diffuso. Il virus, che di solito viene contratto per la prima volta durante l’infanzia e rimane latente anche per anni, agisce solo quando le difese immunitarie si abbassano, per esempio a causa di febbre, malattie infettive, esposizione al freddo o al sole, stress psico-fisico.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- in via preventiva: echinacea. Se si prevede un periodo di superlavoro, o prima della stagione fredda, è ottimo un ciclo di echinacea. Con le sue proprietà antibatteriche e antibiotiche aiuta le difese immunitarie. Assumere la tintura madre di echinacea per almeno 1 mese. La dose è di 30 gocce 2 volte al giorno. Se si preferisce assumerla in estratto secco, la dose è di 2-4 capsule al giorno.
ALIMENTAZIONE:
- da recenti studi risulta che un colpevole della riattivazione del virus dell’herpes è l’arginina (un amminoacido); evitare quindi i cibi che ne sono ricchi: noci, mandorle, arachidi, cioccolato, mais, cocco e cavolini di Bruxelles;
- un amminoacido che invece contrasta l’insorgenza del virus è la lisina. Gli alimenti che ne sono ricchi sono: latte, pesce e frutti di mare, carne di vitello.
INTEGRATORI:
- fermenti lattici. Assumere la mattina a digiuno dei fermenti lattici, attenendosi alla posologia indicata sulla confezione;
- vitamina C. Assumere 500 mg di vitamina C per almeno 20 giorni.
AROMATERAPIA:
- olio essenziale di patchouli. Diluire 2 gocce di o.e di patchouli in un cucchiaino di olio di mandorle dolci, con un cotton fiocc mettere la soluzione sulla zona colpita, 3 volte al giorno fino a miglioramento. L’o.e. di patchouli aiuta la rigenerazione cellulare svolgendo contemporaneamente un’attività antibiotica e cicatrizzante;
- olio essenziale di melissa o di lavanda. Diluire 2 gocce di o.e di melissa o di lavanda in un cucchiaino di olio di mandorle dolci e applicare sulla zona colpita come sopra indicato.
RIMEDI POPOLARI:
- soluzione di acqua e succo di limone. Applicare sull’herpes una miscela composta da acqua e succo di limone in parti uguali.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- quando l’herpes è ancora umido è molto infettivo. Evitare i baci, usare asciugamani personali, toccare le vescicole solo per applicarvi pomate o lozioni e lavarsi subito le mani;
- durante la stagione fredda o durante l’esposizione al sole proteggere molto bene le labbra.
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SINTOMI: l’ipercolesterolemia corrisponde all’aumento del colesterolo nel sangue, i cui livelli vengono considerati accettabili fino a 200-250 mg per 100 ml di sangue. L’eccesso di colesterolo si evidenzia con gli esami del sangue che andrebbero effettuati annualmente. I disturbi possono essere rappresentati da un rallentamento delle funzioni e vivacità mentale, da disturbi cardiocircolatori e da dolori muscolari su base circolatoria. Può essere provocato da un’alimentazione ricca di alimenti che contengono colesterolo (formaggi, salumi), da condizioni fisiologiche (gravidanza, menopausa, vita sedentaria), da farmaci o predisposizione genetica.
Occorre precisare che il colesterolo è prodotto dal fegato ed è un normale componente del nostro organismo. Si distingue il “colesterolo cattivo” che provoca il depositarsi del colesterolo sulle pareti delle arterie e il “colesterolo buono” che rimuove l’eccesso di colesterolo nelle arterie. Spesso è proprio il colesterolo buono che si riduce a causa della vita sedentaria e della cattiva alimentazione…e aumenta il colesterolo cattivo! E in eccesso, aumenta il rischio di malattie alle arterie e al cuore. All’aumento del colesterolo è spesso associato un aumento dei trigliceridi che rappresentano la forma più comune di grassi alimentari. In genere, per ridurne i valori basta adottare una dieta corretta.
OMEGA 3, 6, 9:
Molto importanti per il nostro benessere sono gli acidi grassi della serie Omega 3, 6, 9: regolano il tono delle pareti dei vasi sanguigni, garantisco l’efficienza del sistema nervoso e sono antiossidanti. Inoltre evitano l’accumulo di colesterolo e trigliceridi sulle pareti arteriose, in questo modo proteggono il sistema cardiovascolare: il sangue, reso più fluido dall’assenza dei grassi cattivi, circola meglio. In questo modo non solo funziona meglio il cuore ma si allontanano anche il rischio di ipertensione e aterosclerosi. L’organismo non riesce a sintetizzare questi acidi grassi, quindi li dobbiamo assumere tramite gli alimenti o specifici integratori. Gli alimenti che ne sono più ricchi sono i pesci grassi dei mari del nord (ad esempio il salmone), gli oli vegetali e la frutta oleosa (ad esempio le mandorle, l’avocado e l’olio di oliva). Gli integratori che ne sono più ricchi, e di cui parlerò meglio successivamente, sono l’olio di lino, l’olio di borragine e l’olio di pesce.
LA SOIA:
La soia è priva di colesterolo, inoltre ha la caratteristica di staccare il colesterolo “cattivo” dalle arterie e di migliorare in generale la fluidità del sangue. Quindi consiglio i prodotti alla soia in sostituzione di alcuni prodotti che si consumano abitualmente: yogurt, budini, latte, panna, piatti pronti vegetali.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- avena. Assumere 30 gocce di tintura madre di avena con un po’ d’acqua, 3 volte al giorno.
ALIMENTAZIONE:
La terapia dell’ipercolesterolemia si basa prima di tutto sulla correzione della dieta. Questa dovrà essere povera di colesterolo e grassi saturi.
ALIMENTI CONSIGLIATI:
- LATTICINI: latte parzialmente scremato, latte scremato, yogurt magro bianco o alla frutta (0,1% di grassi). Latte, yogurt e budini di soia. Possono essere consumati tutti i giorni;
- FORMAGGI: freschi tipo ricotta, mozzarella, crescenza, fiocchi di latte, formaggi magri. Possono essere consumati 1-2 volte alla settimana, 70 g a porzione;
- CARNE E SALUMI: carne magra come pollo, tacchino, coniglio, vitello, parti magre di manzo e maiale, cavallo, prosciutto crudo magro, prosciutto cotto magro, bresaola, speck magro. Possono essere consumati 1-3 volte a settimana, 100-120 g a porzione per le carni e 50 g per i salumi. Consiglio la cottura alla griglia, al vapore, in umido, lessata, al cartoccio, arrosto (con poco olio);
- PESCE: pesci tipo sogliola, merluzzo, trota, dentice, orata, aringhe, tonno, sgombri, salmone (questi ultimi tre anche in scatola però conservati al naturale). Possono essere consumati 4-5 volte alla settimana, 120-150 g a porzione. Un consumo regolare di pesce è particolarmente utile per fornire all’organismo gli acidi grassi della serie omega 3;
- UOVA: sode, alla coque o in frittata. Se ne possono consumare 2 a settimana. La parte priva di colesterolo è l’albume;
- CONDIMENTI: olio extravergine d’oliva, di semi, di mais, di girasole, margarina vegetale. In piccole quantità anche tutti i giorni;
- CEREALI E DERIVATI: tutti i cereali e i derivati perché non contengono grassi saturi, purché non conditi con sughi elaborati. Si possono consumare tutti i giorni. Come condimento per la pasta consiglio l’olio extravergine di oliva (meglio se a crudo), pomodoro fresco, sughi di verdure. Se possibile evitare i soffritti;
- LEGUMI: tutti. Da consumare 4-5 volte alla settimana. In particolare consiglio la soia che ha la caratteristica propria di abbassare il livello di colesterolo nel sangue;
- VERDURE: tutte, crude o cotte. Vanno consumate tutti i giorni. Consiglio la cottura al vapore, lessate, al forno, alla griglia, in umido. No la frittura;
- FRUTTA: quella fresca. Da consumare tutti i giorni;
- DOLCI: dolci fatti in casa senza grassi animali. Da consumare, comunque, con moderazione;
- ERBE AROMATICHE, SPEZIE E SALE: tutti. Da consumare anche tutti i giorni. Moderare l’uso solo del sale.
ALIMENTI SCONSIGLIATI:
- LATTICINI: latte intero, yogurt intero, yogurt alla frutta, panna, creme di yogurt;
- FORMAGGI: formaggi stagionati tipo grana, groviera, gorgonzola, fontina, pecorino. Formaggi fusi, sottilette, mascarpone;
- CARNE E SALUMI: carne grassa (agnello,abbacchio, anatra) e la carne cucinata con abbondanza di condimenti grassi. Eliminare anche le frattaglie in genere ( fegato, rognone, cuore…), zamponi, cotechini, salame, mortadella, coppa e pancetta;
- PESCE: assumere con moderazione i pesci conservati sott’olio (tonno, sgombri, salmone, alici), molluschi e crostacei (cozze, vongole, gamberi…);
- UOVA: non mangiarle fritte;
- CONDIMENTI: burro, lardo, strutto;
- LEGUMI: nessuno è sconsigliato;
- VERDURE: verdure fritte o cucinate con grassi animali;
- FRUTTA: con moderazione la frutta secca e conservata, banane, fichi e uva;
- DOLCI: dolci o gelati preparati con uova, burro o panna;
- ERBE AROMATICHE, SPEZIE E SALE: nessuno è sconsigliato.
INTEGRATORI:
- olio di lino. Assumere 3 perle di olio di lino da 1300 mg nell’arco della giornata, preferibilmente durante i pasti. Proseguire per almeno 2 mesi. Rappresenta una fonte naturale di acidi grassi Omega 6 e 9. L’apporto dietetico di questi acidi grassi offre uno strumento adeguato per il controllo del quadro lipidico dell’organismo;
- olio di borragine. Assumere 1-2 perle di olio di borragine da 1300 mg nell’arco della giornata, preferibilmente durante i pasti. Proseguire per almeno 2 mesi. L’olio di borragine favorisce la fluidità del sangue liberando i vasi arteriosi dal colesterolo cattivo in eccesso. Grazie a ciò migliora la circolazione e la pressione, se alta, si riduce;
- olio di pesce. Esiste di 2 tipi: olio di fegato di merluzzo e olio di pesce marino. Entrambi sono ricchi di Omega 3 e contribuiscono al controllo dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue. Indipendentemente dall’olio scelto la posologia è identica: 2 perle da 1000 mg 2 volte al giorno, preferibilmente durante il pasto.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- raggiungi e mantieni il tuo peso ideale: le persone in soprappeso sottopongono il sistema cardiocircolatorio ad un super lavoro;
- fai regolare esercizio fisico per favorire la circolazione e scaricare lo stress. E’ consigliabile svolgere attività fisica per almeno 2 ore a settimana. A chi è sedentario basta fare delle piccole modifiche alle proprie attività quotidiane: fare le scale anziché prendere l’ascensore, se si prende l’autobus, scendere una fermata prima o una dopo, dedicarsi al giardinaggio;
- trovare il tempo per rilassarsi: vivere continuamente sotto stress abbassa le difese immunitarie e aumenta il rischio di disturbi al cuore;
- smettere di fumare ed evitare ambienti frequentati da fumatori: chi fuma ha più del doppio delle probabilità di avere problemi al cuore rispetto a un non fumatore;
- in caso di colesterolo va mantenuta in pieno l’efficienza del fegato. Assumere delle erbe che hanno proprietà depurative: ad esempio il tarassaco, il carciofo, e il cardo mariano. Assumerle in infuso, tintura madre o estratto secco.
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SINTOMI: la pressione arteriosa è quella del sangue che scorre all’interno delle arterie. Si misurano due tipi di pressione:
- sistolica o massima: corrisponde al momento in cui il cuore si contrae e pompa il sangue nei vasi;
- diastolica o minima: corrisponde al momento in cui il cuore si espande per riempirsi di sangue.
La pressione è soggetta a variazioni nell’arco della giornata, è di solito più alta al mattino appena svegli e la sera. Si alza anche quando compiamo sforzi fisici e dopo eventi emotivi. I valori della pressione variano da individuo a individuo e , anche nella stessa persona, variano con l’età, l’ora del giorno, la stagione, lo stato nervoso. Tuttavia l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito che:
- la pressione è considerata ottimale quando la massima è inferiore a 120 mmHg e la minima inferiore a 80 mmHg;
- la pressione è considerata normale quando la massima è inferiore a 130 mmHg e la minima inferiore a 85 mmHg;
- inizia ad esserci una lieve ipertensione se la massima va dai 140 ai 159 mmHg e la minima dai 90 ai 99 mmHg;
- l’ ipertensione è considerata grave se la massima è uguale o superiore a 180 mmHg e la minima uguale o superiore a 110 mmHg.
L’ipertensione può essere asintomatica, soprattutto quando non è grave. Possono comunque presentarsi mal di testa, ronzio nelle orecchie, palpitazioni, mancanza di respiro durante la notte. Quando l’ipertensione è trascurata possono esserci problemi molto seri: insufficienza cardiaca, infarto, aneurismi, ictus. E’ sempre consigliabile rivolgersi al medico.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- olivo. E’ ottimo anche quando all’ipertensione si abbina l’ipercolesterolemia. Le dosi di questo rimedio variano a seconda dell’entità del disturbo e dalla sensibilità individuale. Meglio quindi cominciare con dosi medio-basse e aumentare secondo la necessità: 30 gocce di tintura madre 2-3 volte al giorno sono già sufficienti nei casi di ipertensione lieve; per la cura di mantenimento, assumere 15 gocce di tintura madre la sera;
- tiglio. È indicato quando all’ipertensione si associano difficoltà ad addormentarsi o difficoltà digestive. Preparare un infuso, mettendo una manciata di fiori di tiglio in ½ litro di acqua bollente. Lasciare in infusione per 15 minuti, filtrare e berne 2-3 tazze al giorno;
- biancospino. E’ indicato quando all’ipertensione si accompagnano ansia, eccesso di emotività, ipereccitabilità. Ottimo per persone iper-attive. Assumere 10 gocce di
- estratto fluido 3 volte al giorno, per 3 settimane al mese. Se si preferisce l’infuso, mettere un cucchiaio di fiori secchi in 200 ml di acqua bollente per 15 minuti, berne 2 tazze al giorno, sempre per 3 settimane al mese;
- aglio. E’ indicato per persone che tendono alla ritenzione di liquidi, obesità e rallentamenti circolatori. L’aglio, assunto ciclicamente, diventa sia curativo, sia preventivo di fenomeni ipertensivi. Assumere 20 gocce di tintura madre 2 volte al giorno. Sono disponibili in commercio anche le perle, a seconda dell’entità del disturbo se ne possono prendere da 3 a 6 al giorno.
ALIMENTAZIONE:
- ridurre il più possibile il sale;
- limitare il consumo di grassi animali, da sostituire con olio extravergine di oliva;
- eliminare le fritture e i sughi elaborati (a base di panna e burro);
ridurre il più possibile il consumo di tè, caffè, bevande a base di cola (bevande eccitanti in quanto contengono caffeina);
- evitare il fumo;
- non eccedere nel consumo di proteine animali, come carne e uova. Non eliminarle del tutto ma, quando possibile, sostituirle con proteine vegetali presenti nei legumi e nella soia;
- prediligere la carne bianca rispetto a quella rossa (via libera a tacchino, pollo, coniglio);
- alimenti che aiutano a tenere bassa la pressione: riso, olive, uva, fragola, aglio e cipolla;
- permessi un bicchiere di vino rosso al giorno, qualche dolce e la cioccolata (questi ultimi se non è presente il diabete).
AROMATERAPIA:
- olio essenziale di niaouli. Massaggiare la pianta del piede con 2 gocce di o.e. diluite in olio di mandorle dolci, almeno una volta al giorno;
- olio essenziale di lavanda. Seguire le indicazioni precedenti. Questo o.e. è un buon riequilibratore della pressione alta, soprattutto in soggetti emotivamente molto vulnerabili.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- fare esercizio fisico regolare;
- tenere sotto controllo il peso e l’ansia;
- ridurre fumo e caffè.
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SINTOMI: può provocare capogiri, spossatezza generale e svenimenti. La persona ha dei valori pressori più bassi di quelli considerati normali (vedere sopra). I valori si aggireranno intorno ai 60-70 mmHg di minima, 100-110 mmHg di massima. Questo disturbo può essere di natura costituzionale o conseguente, ad esempio, a malattie e colpi di calore. Se appare all’improvviso è consigliabile rivolgersi ad un medico.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- rosmarino. Assumere 40 gocce di macerato glicerico 2 volte al giorno per almeno 2 mesi. Se necessario, assumerlo ciclicamente.
ALIMENTAZIONE:
- assumere cibi e bevande che provocano un innalzamento della pressione: sale, orzo, caffè, cioccolata, liquirizia.
AROMATERAPIA:
- olio essenziale di salvia. In caso di un abbassamento improvviso della pressione sanguigna, porre una goccia di o.e. di salvia su un fazzoletto ed inalarne l’aroma;
- olio essenziale di pino. In caso di un abbassamento improvviso della pressione sanguigna, porre una goccia di o.e. di pino su un fazzoletto ed inalarne l’aroma.
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SINTOMI: sensazione di fastidio e dolore alla gola. In alcuni casi può essere associato a raucedine e febbre.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- infuso di timo. Porre un cucchiaino di timo essiccato in 1 tazza di acqua bollente, lasciare in infusione per qualche minuto, filtrare e berne 3-4 tazza al giorno;
- erisimo. Traggono giovamento nell’uso abituale dell’erisimo tutti coloro che utilizzano la voce per lavoro, come insegnanti e cantanti (è soprannominata “l’erba dei cantanti”). Si può assumere in infuso, in tintura madre o in estratto secco. Per l’infuso si pone un cucchiaio di erisimo in una tazza di acqua calda, si lascia in infusione per 10 minuti, si filtra e si beve. Si può mettere questa tisana in un thermos e sorseggiarla più volte durante la giornata. La tintura madre si assume in gocce, la posologia è di 30 gocce 3 volte al dì. Nel caso in cui si scelga l’estratto secco (in compresse), la dose è di 2 compresse 3 volte al giorno.
ALIMENTAZIONE:
- evitare alimenti o bevande troppo calde o troppo fredde che provocano uno shock termico sulle mucose irritate;
- evitare bevande alcoliche, perché l’alcol irrita la mucosa della gola;
- assumere miele. Scioglierlo nelle tisane, assumerlo puro o mangiare caramelle che lo contengono, è un vero toccasana per la gola. Se possibile, preferire il miele di sulla o il miele di eucalipto che hanno proprietà antinfiammatorie della gola.
INTEGRATORI:
- tintura madre di propoli. Può essere assunta in gocce, per via generale, o come spray, per uso locale. Assumere 20 gocce 3 volte al giorno; come spray, in soluzione acquosa, spruzzare più volte al giorno.
AROMATERAPIA:
- oli essenziali di limone e di eucalipto. Versare 2 gocce di ogni olio essenziale in 1 cucchiaio di bicarbonato, versare in ½ bicchiere d’acqua ed effettuare dei gargarismi più volte al dì.
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Prevenire il mal di testa è possibile: applicando alcune semplici norme e un sano stile di vita: controllare la dieta, la qualità del sonno, eliminare o ridurre fumo e alcol, svolgere attività fisica, controllare la postura. A volte sarà necessario fare una visita dall’oculista: soprattutto se il disturbo compare dopo aver letto o dopo alcune ore passate davanti al computer.
Esistono essenzialmente 3 tipi di mal di testa: la cefalea muscolo censiva, la cefalea mestruale e l’emicrania. In base al tipo di mal di testa che una persona individua di avere ci saranno dei rimedi differenti.
CEFALEA MUSCOLOTENSIVA:
SINTOMI: ci si sente la testa pesante, il collo e le spalle rigide. La sensazione di dolore, simile a un cerchio che stringe la fronte e si diffonde alle tempie, è pulsante al mattino e si cronicizza nel corso della giornata. L’attacco arriva in un momento di forte stress (quando ci si “irrigidisce”).
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- camomilla. Versare 1 cucchiaino di fiori di camomilla, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere all’occorrenza.
ALIMENTAZIONE:
- sono numerosi gli alimenti che possono prevenire questo tipo di mal di testa: carboidrati (pane e pasta), legumi (piselli e fagioli), carni bianche (pollo e tacchino), lattuga (prima di dormire);
- evitare: caffè, tè, cioccolato, cacciagione, tonno, salmone, pomodoro, insaccati e carne di maiale.
AROMATERAPIA:
- olio essenziale di camomilla. Porre 1 goccia di o.e. di camomilla su un fazzolettino e aspirarne l’aroma. In alternativa applicare l’o.e. tra pollice e indice premendo con forza per alcuni minuti.
CEFALEA MESTRUALE:
SINTOMI: è in rapporto con l’abbassamento del livello degli ormoni, in particolare del progesterone. Vanno considerati però anche altri fattori scatenanti non ormonali: lo stress, l’affaticamento, il fumo.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- primula odorosa. Porre 2 cucchiaini di erba essiccata in una tazza di acqua calda e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare e bere 1 tazza di tisana alla sera, per tutta la settimana che precede la mestruazione.
ALIMENTAZIONE:
- se la cefalea colpisce solo prima del ciclo prediligere questi alimenti: cioccolata amara, caffè, carciofi, bietole, spinaci, lattuga, banane, frutta secca, olio extravergine di oliva, miele, polline, latticini;
- evitare il vino rosso e le alghe marine.
EMICRANIA:
SINTOMI:i vasi sanguigni che riforniscono una parte di cervello si restringono temporaneamente, poi si dilatano: questa è la causa fisiologica dell’emicrania, un disturbo che si presenta al mattino al risveglio e s’intensifica durante la giornata. E’ localizzata ad un solo lato della testa. L’attacco arriva dopo un momento di forte stress (quando ci si rilassa ma non si riesce a “staccare con la testa”). Tipica è la cefalea “da week end”.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- lavanda e verbena. Miscelare le due erbe essiccate e preparare un infuso: porre 1 cucchiaio di erbe in una tazza di acqua calda. Lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere all’occorrenza.
ALIMENTAZIONE:
- evitare questi cibi che favoriscono l’attacco: latticini, caffè, cioccolato, noci, pomodori, senape, pesce, alcolici, dolci;
- consumare poca carne rossa;
- consumare poco sale;
- consumare il peperoncino, ottimo antidolorifico.
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SINTOMI: la pelle si squama e presenta chiazze rosse e pruriginose.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- baobab. E’ reperibile nelle erboristerie sotto forma di polvere estratta dall’albero, polvere estratta dalle foglie, sotto forma di olio estratto dai semi del frutto. Per via orale utilizzare la polvere: assumere 2 cucchiaini sciolti in acqua 1 volta al giorno. Aumentare l’assunzione a 2 volte al giorno se le lesioni sono estese. Per via locale utilizzare la polvere estratta dalle foglie: preparare un impacco dall’effetto antisettico e rinfrescante. Mescolare la polvere della foglie con poca acqua, fino a formare un gel morbido, applicare sulle lesioni, lasciare asciugare e sciacquare. Dopo quest’applicazione applichiamo sulle lesioni l’olio estratto dai semi del frutto. Si trova in commercio in flaconcini già pronti all’uso, e ha virtù antinfiammatorie e nutritive, capaci di ridurre le lesioni in breve tempo.
ALIMENTAZIONE:
- seguire una dieta povera di grassi e proteine, ma ricca di verdure e cibi integrali. Molto utili il pesce e i semi di lino, perché sono ricchi di acidi grassi omega 3 e 6, di cui è povera la pelle di chi soffre di psoriasi.
FLORITERAPIA:
- Cherry plum, Impatiens e Vervain. La posologia è quella standard.
AROMATERAPIA:
- olio essenziale di cajeput. Aggiungere 3 gocce di o.e. di cajeput a una noce di crema neutra, mescolare e applicare sulla zona interessata.
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SINTOMI: la raucedine si manifesta con alterazione del timbro vocale (velato, rauco), l’afonia è una lieve o nulla emissione del suono.
RIMEDI:
RIMEDI POPOLARI:
- Effettuare dei gargarismi con soluzioni di acqua e sale. In caso di afonia assumere dopo i gargarismi un cucchiaio da minestra di succo di limone. Ripetere ogni ora fino a miglioramento del disturbo.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- ripararsi dalle correnti d’aria. Se l’afonia non dovesse risolversi entro 2 o 3 giorni rivolgersi all’otorinolaringoiatra.
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SINTOMI: è un’infiammazione delle mucose del naso di origine virale. Il disturbo è caratterizzato da congestione nasale con abbondanti secrezioni. Trattandosi di un’infezione virale l’uso di antibiotici, attivi solo contro i batteri, è del tutto inutile.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- erisimo. E’ ottimo per rinforzare le mucose respiratorie e aiuta a prevenire raffreddori e influenze. Per prevenire è utile la tisana: porre un cucchiaio di erisimo in una tazza di acqua calda, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e bere. Assumerne una tazza al giorno per tutto il mese di Novembre. Per curare l’assunzione dell’infuso dovrà aumentare a più volte al giorno come nel caso del mal di gola. Oppure si potrà scegliere la tintura madre o l’estratto secco. Per la posologia attenersi a quelle per il mal di gola. Con l’erisimo si può fare anche uno sciroppo casalingo, ideale per le malattie da raffreddamento anche dei bambini e degli anziani. Si fanno bollire 30 g di foglie e fiori in 1 litro d’acqua, aggiungendo 10 g di radice di liquirizia, fino a riduzione di un terzo; si filtra, si aggiungono 200 g di miele e si cuoce a bagnomaria fino a consistenza di uno sciroppo. Assumere da 1 a 2 cucchiaini 2-3 volte al dì, fino a miglioramento del sintomo;
- infuso di timo. Porre un cucchiaino di timo in una tazza d’acqua calda, lasciare in infusione per 10 minuti, filtrare e berne 2 tazze al giorno. Dolcificare sia questo infuso che quello di erisimo con miele, preferibilmente di tiglio o di timo.
ALIMENTAZIONE:
- assumere dopo i pasti un limone, un’arancia e un pompelmo spremuti insieme;
- assumere alimenti ricchi di vitamina C , vitamina E e selenio: arance, limoni, pompelmi, mandarini e mandaranci, melone, mirtilli, frutti di bosco, cavolo, soia, rape, peperoni, prezzemolo, spinaci, zucca, asparagi, pomodori, riso integrale, orzo, noci, nocciole, mandorle;
- mangiare pastina con brodo di pollo;
- bere molti liquidi, soprattutto in caso di febbre, allo scopo di compensare i liquidi perduti attraverso la sudorazione;
- evitare tutti i cibi che facilitano la formazione di catarro, come latticini, uova, zucchero.
AROMATERAPIA:
- olio essenziale di eucalipto. Mettere dell’o.e. di eucalipto tra due fazzolettini di carta e porli tra la federa e il cuscino. Oppure, per liberare il naso, porre 1 goccia di o.e. su un fazzolettino ed aspirarne l’aroma;
- oli essenziali di eucalipto, limone, lavanda, timo, menta piperita. Massaggiare il petto con alcune gocce di o.e. a scelta tra quelli citati. Dose consigliata: 1-2 gocce di olio essenziale diluite in un cucchiaio di olio di mandorle dolci;
- oli essenziali di eucalipto, limone, lavanda. Fare suffumigi miscelando 1 goccia di ogni o.e. in un catino di acqua bollente. Esporsi ai vapori con il capo coperto da un asciugamano. Inalare per 10 minuti, più volte al giorno. Usare con attenzione l’o.e. di eucalipto, perché è molto concentrato e potrebbe provocare irritazioni se usato in modo improprio.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- cambiare spesso l’aria nei locali dove si soggiorna;
- evitare di sedersi vicino a una fonte diretta di calore;
- non fumare;
- non coprirsi troppo fino a sudare;
- riposare;
- in caso di raffreddore, tosse e mal di gola utilizzare la mirra e l’incenso. Bruciandoli nella stanza dove si soggiorna “uccidono” virus e batteri nell’ambiente e favoriscono il buon funzionamento dei bronchi e l’eliminazione del catarro. Bruciare sugli appositi carboncini una decina di grani di mirra e incenso (si trova tutto in erboristeria). In alternativa utilizzare gli oli essenziali di mirra e incenso, ponendo 2 gocce di ciascun olio essenziale nel bruciaessenze con un po’ d’acqua;
- in via preventiva consiglio un diffusore per ambienti per la propoli. E’ elettrico e si acquista nelle erboristerie. Grazie a questo piccolo macchinario l’aria si arricchisce delle proprietà antibiotiche, antivirali e immunostimolanti della propoli. E’ l’ideale per proteggersi dalle malattie da raffreddamento.
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SINTOMI: è caratterizzata da evacuazioni ridotte per numero (meno di 3 volte alla settimana) e quantità. Le feci sono dure e lo sforzo per produrle è notevole e insufficiente.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- semi di psillio. Mettere a bagno due cucchiaini di semi in una tazza d’acqua fredda. Lasciare rigonfiare bene i semi a assumere il macerato dopo i pasti, aggiungendo altri 200 ml di acqua. Lo psillio calma le infiammazioni delle pareti intestinali e stimola l’evacuazione;
- semi di lino. Mettere un cucchiaio di semi di lino in un bicchiere d’acqua, lasciare riposare per una notte e la mattina seguente bere l’acqua, senza ingerire i semi;
- tintura madre di liquirizia. Assumerne 30 gocce 3 volte al giorno. La liquirizia è controindicata in caso di ipertensione.
ALIMENTAZIONE:
- mangiare fibre: ottima l’avena a colazione;
- consumare marmellate dall’effetto lassativo: arance, uva e fichi;
- assumere, preferibilmente la mattina a digiuno, yogurt con fermenti vivi;
- mangiare molta frutta e verdura (in particolare prugne secche, fichi, pere);
- consumare 1 o 2 kiwi alla sera prima di andare a letto;
- la banana ben matura può avere un effetto lassativo;
- evitare i salumi;
- evitare il cacao, il tè e il caffè (sono astringenti).
AROMATERAPIA:
- olio essenziale di cumino. Massaggiare l’addome con 2 gocce di olio essenziale di cumino diluite in un cucchiaio di olio di mandorle dolci.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- praticare con regolarità attività fisica;
- trovare il tempo di rilassarsi: spesso la stipsi è provocata da ansia e tensioni;
- seguire una dieta regolare, mangiando a orari fissi;
- bere molto.
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SINTOMI: la tosse ha essenzialmente lo scopo di liberare le vie aeree da corpi estranei penetrati accidentalmente e dal catarro. La tosse può essere secca o catarrale.
E’ secca quando non si accompagna a espettorato, è catarrale quando lo stimolo della tosse è finalizzato all’espettorazione del catarro.
RIMEDI:
FITOTERAPIA:
- in caso di tosse catarrale: infuso di fieno greco. Porre 2 cucchiaini di semi in una tazza di acqua calda, lasciare in infusione per 5 minuti e filtrare. Assumere 2 tazze al giorno. Il fieno greco fluidifica il catarro e ne facilita l’espulsione;
- in caso di tosse catarrale: timo. Si può assumere come infuso o come estratto secco. Come infuso: porre 1-2 cucchiaini di fiori e foglie in acqua calda, lasciare in infusione per 10-15 minuti, filtrare e bere. La dose è di 4-5 tazze al dì. Per dolcificare è ottimo il miele di timo. Il timo è disponibile anche come estratto secco (capsule di 50 mg, 2 volte al dì). Il timo è espettorante e mucolitico;
- in caso di tosse secca: infuso di verbasco. Porre 2 cucchiaini di fiori in una tazza di acqua calda, lasciare in infusione per 5 minuti e filtrare. Assumere 2-3 tazze al giorno.
ALIMENTAZIONE:
- aggiungere il miele alle bevande, consumarlo puro o consumare caramelle al miele per avere un effetto lenitivo sulla gola e placare il bruciore che accompagna la tosse.
AROMATERAPIA:
- oli essenziali di timo, eucalipto, lavanda, camomilla. Porre in un catino di acqua bollente 2 gocce di un’o.e. a scelta fra quelli indicati ed esporsi ai vapori coprendo il capo con un asciugamano.
RIMEDI POPOLARI:
- tisana di camomilla, limone e miele. Lasciar bollire per 3-4 minuti in 250 g una bustina di camomilla insieme alla buccia di un limone intero, prima di bere aggiungere un cucchiaino di miele. Bere un sorso di tisana ogni quindici-venti minuti nell’arco della giornata o alla comparsa dello stimolo della tosse. Utilizzare preferibilmente miele di eucalipto che scioglie il catarro e calma la tosse.
COSA FARE, COSA NON FARE:
- bere molto, soprattutto bevande calde (tè, brodo, tisane) per ridurre l’irritazione e per ottenere un effetto emolliente sulle eventuali secrezioni;
- non fumare e non soggiornare in ambienti fumosi;
- mantenere un adeguato livello di umidità negli ambienti (in inverno mantenere sempre rifornite d’acqua gli umidificatori dei termosifoni).
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SINTOMI: espulsione del contenuto dello stomaco, in seguito a violente contrazioni dello stesso.
RIMEDI:
ALIMENTAZIONE:
- seguire una dieta leggera, evitando grassi animali, caffè e alcolici. Privilegiare alimenti secchi, riso bollito, patate lesse con olio extravergine d’oliva e mela grattugiata fino al miglioramento del sintomo.
AROMATERAPIA:
- olio essenziale di anice. Massaggiare l’addome con 2 gocce di olio essenziale di anice diluite in un cucchiaio di olio di mandorle dolci.
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